Che cosa c'è dietro ad un nostro capo?

Roberta Aguzzi (Teo Boutique, Milano) ed io ci siamo conosciute 10 anni fa, entrambe appassionate di tessuti, fili e disegni, entrambe con un background familiare importante, la vecchia guardia dell'imprenditoria, quella che si è ormai tristemente estinta se non per importanti ed eccezionali eccellenze. A distanza di dieci anni ci ritroviamo oggi a tirare le somme, giocoliere ed equilibriste, concentrate, sempre alla ricerca di mani capaci per confezionare capi e accessori realizzati come una volta, mettendo in campo ingredienti come il tempo, la qualità, la cura e il rispetto. Inconsapevolmente proiettate verso una missione, quella di riportare qui, nel nostro ambiente lavorativo, il passato. Non si può tornare indietro, le cose sono cambiate, il mondo è cambiato, tutto è a portata di mano, la quantità vince sulla qualità. Nonostante questo noi andiamo avanti per la nostra strada, che non è sempre chiara a tutti. Ecco perché la voglia di scrivere questo post. Vogliamo fare capire che cosa stiamo dando attraverso il nostro lavoro e cosa c'è dietro alle nostre scelte. C'è la voglia di tramandare delle tradizioni, il piacere di indossare tessuti indubbiamente costosi ma ai quali potersi affezionare e che diventano ad ogni lavaggio sempre più belli e sempre più tuoi. E i tessuti belli non possono essere cuciti da macchine e tagliati da presse, devono essere presi in mano e accuditi. Non entreremo nel merito delle produzioni estere, del perché un capo costi poco, dei tessuti che odorano ancora di petrolio, di cesti di maglie tutte identiche che pagano l'occhio ma che non meritano di abbracciare il vostro corpo unico e prezioso. Il bello di questa epoca è che si può ancora scegliere, e non saremo noi a giudicare l'abbigliamento low cost. Solo una cosa però, non perdiamo di vista il dietro le quinte, la diffidenza che può accompagnare la valutazione di un prezzo importante deve essere la stessa che entra in campo nel giudicare un prezzo troppo basso. Il nostro dietro le quinte, se vi incuriosisse, è assolutamente a vostra disposizione, è fatto di donne che lavorano spesso da casa perché le aziende dove confezionavano capi eccezionali hanno spostato la produzione all'estero, è fatto di materie prime scelte tra aziende che ci aprono le porte a campionature fuori produzione proponendoci tessuti che altrimenti non avrebbero nuova vita, è fatta di una comunicazione semplice e un pack essenziale che non grava sul costo finale del capo confezionato. Raccontare il nostro mondo lavorativo ponendo l'attenzione su scelte istintive non ci piace tantissimo, ma pensiamo sia arrivato il momento di aprirci ad una riflessione perché, rubando le parole al grande Escher "Il mio lavoro è un gioco. Un gioco molto serio." 

Escher, allestimento mostra di Milano, Agosto 2017 "Il mio lavoro è un gioco. Un gioco serio"

Vi va di conoscerci meglio?

Io e Roberta, insieme a Federica di BAGBAGGY saremo a vostra disposizione con le nostre collezioni per chiacchiere e confronti e suggerimenti sabato 6 maggio dalle 10 alle 18 da Teo Boutique in Corso Concordia 9 a Milano.

 

Evento Le Pezze da Teo Boutique, Milano

 

April 27, 2017 by Vania Saponaro
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